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venerdì 1 giugno 2012
lunedì 19 dicembre 2011
LA MIA PICCOLA DIP
Cara Dip,
questo post è tutto per te dal momento che ti sei rivelata dipendente dal questo blog.
Quindi ti mando un bacio, un abbraccio e mi autoinvito a Raccuja perché alla fine dei conti...Alfio mi vuole lì!!!
Buone feste a tutti ed in particolare alla Sig.ra Maria (ahhhhhhhh...la Sig.ra Maria!!!!!!)
martedì 6 dicembre 2011
ACQUA FREDDA
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SI' MA AGGIUSTARE LA CALDAIA, NO???
SI' MA AGGIUSTARE LA CALDAIA, NO???
venerdì 25 novembre 2011
HALF WAY DONE!
Pare mi abbiano abilitato. Il che implicherebbe una nuova condizione imposta di semiserietà in quanto professionista in erba.
Tuttavia prima che il mondo del foro pisano mi faccia diventare estremamente lugubre vorrei ringraziare i nuovi arrivati e le persone che ci sono sempre state (intendo dire quelle che mi sono rimaste vicine): mi sembra doveroso!
Inoltre per non sbagliare (così come invece è spesso successo!!!) vorrei dedicare questo ultimo risultato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE a Gino, Ada e Antonio perché è solo merito (o demerito????) loro se sono arrivato sin qui!
P.S. Un ringraziamento a parte va al mio caro Mignolo e al fido Cavallaro e alla loro infinita pazienza nei miei momenti più difficili degli ultimi mesi.
...CONTINUA...
venerdì 4 novembre 2011
LA FIGLIA DELLA MIA VICINA (atto II)
Il secondo atto non è mai bello come il primo, vero? Vero, infatti è molto meglio!
Essendo chi vi scrive un inguaribile amante della musica a volume moderato (non come certa gentaglia che circola in casa mia), è abbastanza strano che ciò che sto per raccontare possa essere successo proprio a me, ma tant'è.
Rientrato a casa dopo la solita giornata lavorativa, inavvertitamente esagero col volume delle casse ma -essendo ancora le 19.00- non me ne faccio un gran cruccio e inizio a fumare una sigaretta.
Alle 19.02...si apron le danze: venghino si'ori e si'ore, venghino allo spettacolo ultimo della compagnia del Boccaccio, alla finestra del castello incantato fè un gran vociare la principessa, sona e piena di quel soave candor che permea i mattini di noi mortali nonché plebe della più infima guisa, a contrasto della più alta regalità che lo mondo intiero abbia giammai canosciuta: "avete rotto i coglioniiiii!!! avete...rotto...i...coglioni!!!" (Genova: vento di ponente, mare...forza 9).
Ad udir un tal baccano, pronto il prode Pelide, attraversò la soglia della propria dimora e con voce ferma e figura salda rispuose: "ma se hai problemi vieni a suonare il campanello, non ti mangio mica, mica c'è bisogno di gridar così!!"
Mai ira fu più funesta, ad udir le parole abiette di tal figlio della gleba, fulminea la nobile, in un lampo si fiondò a rotta di collo per le scale e -superba- gli si impose dinanzi con aura regale: "altrimenti cosa fai??? eh? eh?? cosa fai?? andiamo, mi vuoi picchiare???? eh??? eh???".
Temerario, il gran Pelide non si spaurì di fronte a cotanti oculi di foco, simil a quelli di demonio, ma con placido modo di chi eroe lo è nella calma del core osò: "guarda stai calma, anche perché nessuno ti ha invitata ad entrare! Sarebbe violazione di domicilio!!".
All'udir l'acute strida della propria prole, piede preser la madre di cotanta figlia, l'arpia Podarge che un vento era nel passo con a seguito il capostipite che di bronzo avea il viso.
Tosto il Mirmidone a cerchio li vide dispuorsi sì che fucine d'intrepidi avrebbero atterrito ma con fare scaltrito usò la mente ove la forza e con parole flautate recitò: "Signori dovete capire che sono anche le 19.00 e che magari ci si può venire incontro invece di urlarsi dietro! Tutto ciò che vogliamo noi di casa sono rapporti di buon vicinato! Magari se si esagera basta dare un colpo di campanello e si risolve con un caffè!".
Fluido traboccò il verbo dalle labbra del Tetide che sì rapido era solo nel piè e lesto s'insinuò nelle menti dei nemici sì che in fuga mise la principessa mentre eretti eppure inermi rimasero i due vecchi.
Presto l'invulnerabile assestò il fatal colpo tanto che l'amicizia sgorgò nei cuori dei due anziani, rapiti dalla scaltrezza della parola e ubriachi del piglio del Pelide.
Battuta, la coppia, la ritirata, sorpresa nella tenda colse l'allievo di Chirone che sul Pelio lo crebbe: gran voci sulla luce udì il Pelide ed ivi scorse la Principessa: "ti devo chiedere scusa! Ho esagerato!".
In un abbraccio ella cinse il petto villoso dell'eroe, che in una morsa di effusioni fu condotto entro le mura del di lei palazzo ove libagioni e nettari di ogni genere gli furono elargiti. Appresso, la nobildonna, carica di evidenti passioni, trascinarlo volea al proprio talamo e quivi donare ben altro nettare e con le carni del Mirmidone congiungersi, che il laerziade Odisseo nell'antro di Calipso virtuoso rimase a confronto.
Ma presto gli immortali figli di Zefiro, Balio e Xanto, da Automedonte condotti, invocò il possente Achille e afferrata la folta crine -con ferma mano- su questi fuggì dalle braccia della donna...PER NON FARVI MAI PIU' RITORNO!!!
P.S. L'avverbio "ove" può anche significare "al posto di": imparate l'italiano 'nnimali!!!!
All'udir l'acute strida della propria prole, piede preser la madre di cotanta figlia, l'arpia Podarge che un vento era nel passo con a seguito il capostipite che di bronzo avea il viso.
Tosto il Mirmidone a cerchio li vide dispuorsi sì che fucine d'intrepidi avrebbero atterrito ma con fare scaltrito usò la mente ove la forza e con parole flautate recitò: "Signori dovete capire che sono anche le 19.00 e che magari ci si può venire incontro invece di urlarsi dietro! Tutto ciò che vogliamo noi di casa sono rapporti di buon vicinato! Magari se si esagera basta dare un colpo di campanello e si risolve con un caffè!".
Fluido traboccò il verbo dalle labbra del Tetide che sì rapido era solo nel piè e lesto s'insinuò nelle menti dei nemici sì che in fuga mise la principessa mentre eretti eppure inermi rimasero i due vecchi.
Presto l'invulnerabile assestò il fatal colpo tanto che l'amicizia sgorgò nei cuori dei due anziani, rapiti dalla scaltrezza della parola e ubriachi del piglio del Pelide.
Battuta, la coppia, la ritirata, sorpresa nella tenda colse l'allievo di Chirone che sul Pelio lo crebbe: gran voci sulla luce udì il Pelide ed ivi scorse la Principessa: "ti devo chiedere scusa! Ho esagerato!".
In un abbraccio ella cinse il petto villoso dell'eroe, che in una morsa di effusioni fu condotto entro le mura del di lei palazzo ove libagioni e nettari di ogni genere gli furono elargiti. Appresso, la nobildonna, carica di evidenti passioni, trascinarlo volea al proprio talamo e quivi donare ben altro nettare e con le carni del Mirmidone congiungersi, che il laerziade Odisseo nell'antro di Calipso virtuoso rimase a confronto.
Ma presto gli immortali figli di Zefiro, Balio e Xanto, da Automedonte condotti, invocò il possente Achille e afferrata la folta crine -con ferma mano- su questi fuggì dalle braccia della donna...PER NON FARVI MAI PIU' RITORNO!!!
P.S. L'avverbio "ove" può anche significare "al posto di": imparate l'italiano 'nnimali!!!!
venerdì 14 ottobre 2011
MOGLI E BUOI...DEI PAESI TUOI?
Fino a qualche tempo fa non mi era ben chiaro (né tantomeno mi sono mai sforzato più di tanto di capire) cosa volesse significare "buoi dei paesi tuoi" ma si potrà constatare che non ci vuole certo un genio a comprendere su cosa verta l'allusione alle mogli: in un richiamo astratto al genere femminile tutto (ricomprese -quindi- anche fidanzate, amiche, conoscenti, trombamiche, etc. etc.) che va poi traslato per par condicio -diciamo- hominum (genitivo maschile plurale terza declinazione) al genere maschile, il detto in questione si riferisce alla fattispecie per cui è preferibile avere un/a compagno/a che sia delle proprie zone. Vero? NO SBAGLIATO!!!
Da piccino questo proverbio non apparteneva al mio ovattato mondo di giochi e giornate serene: quando ero all'asilo me ne fottevo delle mogli e figuriamoci dei buoi!!! Ero uno di quei bambini tutti impiastricciati di terra che giocava nel cortile con i propri amichetti ai cavalieri dello zodiaco; figuriamoci se avevo tempo da perdere con quelle "cose rosa" (all'epoca si portava ancora il grembiule!) tutte pulite che cantavano "la bella lavanderina" e posso dire con certezza che fino alla terza elementare (all'epoca la Gelmini non c'era!) ho continuato a stracatafottermene allegramente delle mogli e, ancora di più, dei buoi! Le prime "crisi" si sono manifestate nella seconda parte del quarto anno delle elementari: nulla di trascendentale, solo che vedevo le mie compagne di classe che si intrattenevano nei bagni (all'epoca in alcuni istituti potevi ancora incontrare i bagni misti!!!) con i miei amici (non con me!!). Niente di che, si trattava di innocenti bacini a stampo sulle labbra, abbracci semifraterni, sorrisini dolci e "carammellerie" del genere, che suscitavano in me solo una momentanea e risibile invidia.
Si può dire, pertanto, che tutto è filato liscio fino alla prima media! Fu in quel periodo che cominciai ad avvicinarmi al gentilsesso seppur con risultati che definire scadenti mi sembra -tutt'oggi- un eufemismo. Io ero un bambino grassoccio, timido ed impacciato che andava bene a scuola, ligio al dovere, col capello pettinato e la camicia "di dentro"; niente a che vedere col classico bullo "acchiappesco", capra a scuola e fuori, che faticava a distinguere una "e-congiunzione" da una "è-verbo", che si picchiava nei bagni e che passava i pomeriggi tra sale gioco e campi di calcetto ma che -ahimè- aveva la "fidanzata" o meglio "stava con una". Per non parlare poi dell'aspetto sessuale: non avevo la più pallida idea di cosa fosse una vagina nè a cosa servisse nè tantomeno cosa volesse dire autoerotismo (quello l'ho scoperto di lì a poco con risultati che possono essere ricordati nei secoli a venire): insomma per me i bambini li portava la cicogna.
La tragedia è andata avanti fino al primo anno di Liceo: fu lì che la mia iniziazione sessuale mi portò un minimo di gratificazione personale e fu in quel momento che mia mamma, nello scoprire che la mia "fidanzata" era di un paesino vicino al mio e nel dirmi "figlio mio, mogli e buoi dei paesi tuoi!", insinuò il tarlo del dubbio nella mia mente. Lì per lì non ci feci molto caso e come ogni adolescente "ingrifato" mi limitai a pensare: "ma chi cazzo se ne frega di quello che significa, tanto trombo!".
Crescendo e diventando il bell'uomo che sono (ad oggi lo sono e come!!!!), non posso dire di non aver avuto donne. Figuriamoci se in ambito universitario uno non incontra esponenti dell'altro sesso disponibili a giacere teco e vogliose di espletare quella mera commixtio corporum, espressione di un desiderio fugace e caduco, che tanto piace a noi maschietti!
Ed è qui che uno si misura col genere femminile: la donna di per sé è diversa dall'uomo. Bravo Ciriolo, frase fatta per eccellenza! Vero, ma non mi riferisco all'aspetto fisico, (quello è evidente! Ed in alcune molto più che in altre!!) ma all'aspetto psicologico: in generale una donna non ragiona come un uomo, è più sofisticata, più furba, più ragioniera, etc. etc.. Figuriamoci poi se uno è toscano o veneto e l'altra pugliese o siciliana: in tal caso le differenze uomo-donna sarebbero accentuate dalle differenze geografiche ed un lettore di situazioni poco attento potrebbe dire: "è questo il significato del proverbio! se uno è del nord e l'altro del sud non ci potrà mai -o quasi mai- essere un punto di incontro!". SBAGLIATO!!!
E' del tutto probabile che una donna di Ancona vada d'accordissimo con un uomo di Gioia Tauro o che un uomo di Torino sia perfettamente in simbiosi con una donna di Erice nonostante le distanze geografiche e culturali e che la coppia viva in perfetta armonia, mentre è altrettanto possibile che due di Poggiardo si accoltellino nelle reni per tutta la durata della relazione: tutto sta ai soggetti ed al loro modo di rapportarsi e confrontarsi!
Quindi il proverbio va analizzato con una chiave di lettura più ampia che, a mio modesto avviso, potrebbe essere questa: se inizi ad uscire con una che la sera frequenta le feste jamaicane quando a te delle feste jamaicane interessa meno dell'apicoltura allora vuol dire che qualcosa non va; se tu ami cenare in casa tete a tete, a lume di candela mentre a lei interessa il gruppone di amici in piazzetta c'è qualcosa che non va; se lei è un'esperta viaggiatrice mentre te sei un "culopeso" che preferirebbe togliersi un rene piuttosto che fare la valigia c'è qualcosa che non va; se tu ti fai le canne e lei è maestra di fitness allora qualcosa non va; se lei è una gran ... mentre te sei il principe azzurro che si accoppia solo per riprodursi EVIDENTEMENTE c'è qualcosa che non va!
Sia chiaro, non si parla di aspetti superabili attraverso la cosiddetta "smussatura degli angoli del carattere": ovvio che una coppia per essere tale deve pur venirsi incontro, rinunciare ognuno a qualcosa per stare con l'altro (di solito è l'uomo che rinuncia al calcio per stare con lei sul divano, abbracciati a vedere "Notting Hill" e sentire frasi del tipo: "Guarda amore, anche tu lo faresti per me, vero?") ma, nell'esegesi del proverbio, si fa riferimento a due persone che sono QUASI totalmente incompatibili tra di loro e che per quanto si possano sforzare non riusciranno mai a trovare un punto di equilibrio se non snaturandosi.
Quindi "mogli dei paesi tuoi" sta a significare: cerca una persona quanto più possibile a te vicina ma non una vicinanza materiale, chilometrica ma una vicinanza che integri per il più possibile i canoni e gli stili di vita che tu vorresti continuare a seguire e a non sacrificare per stare con l'altro!
Cara mamma, dopo anni l'ho capito! Son diventato vecchio anch'io!
Detto questo: qualcuno mi spiega cosa cazzo c'entrano i buoi????
P.S. Tantopiù o tanto più: si può scrivere in entrambi i modi! Imparate l'italiano, criticoni!!
"IO, CHE POSSO FARE, SE I COLORI LI VEDO PIU' VISPI A QUEST'ORA?"
Ore 5 del mattino fuori da un bar, fumi di fiumi di alcol, 3 amici...
a: "Ma 'u piattu tou preferitu quali ede??"
b: "E rape, cazzo!!! Su bone propriu!"
a: "E rape???"
b: "E rape, e rape!! Spettacolo, cazzo!"
a: "Mah...vabbè! E 'u piattu preferitu tou, c?"
c: "A minata de sagne alla leccese!!" (tipica ricetta salentina, pasta fresca)
a: "Vero, spettacolari, cazzo!!"
b: "Oh cujune!!! Ca se vai a Londra e sagne te fannu???"
c: "Perchè se tie vai a Londra te fannu e rape????"
a: "Scusati vagnoni: ma ce cazzu imu fare a Londra??" (Cosa dobbiamo fare a Londra??)
b: "Ehi, non ci vegnu a Londra, fottetevi!! Anzi, sciammine a casa ca è 'llucisciutu!!"
(Non verrò mai a Londra! Anzi torniamo a casa che è spuntato il sole!!")
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| Rape 'nfucate |
giovedì 13 ottobre 2011
FRATELLANZA SINALLAGMATICA
Dal momento che comincio ad avere una certa età e che di esperienze (belle o brutte) ne ho fatte abbastanza, posso affermare con sicurezza che tutto si possa dire su di me tranne che io sia razzista. Come insegnava Nostro (Vostro???) Signore Gesù Cristo e i vari padri di altrettante svariate e variegate ideologie politico-umaniste, siamo tutti fratelli (o uguali agli occhi di Dio, fate un po' voi!).
Bene, oggi -ove ve ne fosse ancora bisogno- ne ho avuto riconferma: io non sono razzista.
Ero seduto da solo in piazza Santa Caterina a mangiare un trancio di pizza e a bere una Pepsi in totale armonia con il mondo circostante: niente scolaretti che rompono i coglioni, tiepido sole, vecchini che si godono la loro pensione (che poi è la mia ma va bene uguale), donnine a giro, etc. etc.
Ammetto che, vista dall'esterno, la scena non potesse che suscitare una certa tristezza (uomo solo sicuramente mollato dalla donna, capelli arruffati, barba di 3 giorni, camicia stazzonata, cravatta da 13 euro, sfruttato sul lavoro e pagato poco o nulla et similia) ma al contempo non poteva non incutere una sorta di placida ricercatezza di una solitudine ristoratrice: non quella solitudine triste bensì una solitudine che allevia lo spirito e che ti fa dire "ma sì, ma chi se ne fotte!!".
Ma all'improvviso, eccolo arrivare, lui: il venditore ambulante, il vucumprà che come un fulmine a ciel sereno si avvicina e pronuncia il sacro rituale iniziatico: "Hey amigu, come stai?".
Al che, nonostante si vedesse lontano un miglio che il sottoscritto volesse star da solo, gli rispondo: "Ciao bello, tutto bene, grazie! E tu?" (Io non sono razzista. Alla fine cerca solo di guadagnare qualche spicciolo). Ed è qui che scatta la trappola, infatti lui mi risponde buttandola sul pietoso: "Male!"
Faccio finta di non aver inteso il subdolo inizio di giochino (infatti io non sono razzista, è come se fosse mio fratello!) e gli dò corda: "Come mai???".
Convinto che il gonzo della situazione (ossia io) abbia abboccato, subito mi butta lì il classico costrutto africano: "Poco lavoro, poco soldi!!!". E tu lì cosa puoi dire? Cosa puoi fare se non guardarlo con occhi pieni di comprensione e dirgli: "Mi dispiace amico, dai non mollare!" (non potrai mai rispondergli "guarda che io son laureato con 110 in giurisprudenza e non guadagno un cazzo di niente dopo essermi fatto il culo 5 anni ed elemosinato soldi a quel pover'uomo di mio padre per pagare un affitto in una casa che forse le capanne africane son più confortevoli!!!" e questo perché io non sono razzista e dinanzi a me ho un mio fratello!) ed è qui che il cappio si stringe: "Dai comprare accendino!".
Proprio perché io non sono razzista, molto spesso dò qualche spicciolo senza pretendere merce in cambio ma se dovessi dare un euro a tutti i venditori ambulanti che me lo chiedono dovrei mangiare "accendini" a pranzo e cena (in primis perchè non saprei dove metterli e poi perchè non avrei soldi per comprare da mangiare); allora gli rispondo: "Grazie mille bello ma l'ho appena comprato da un tuo amico!".
Capisce che gli è andata male, allora cambiando discorso cerca di allentare il nodo scorsoio per poi stringerlo definitivamente: "Che fai te: studi, lavori?". "Ottima mossa: se lavorassi guadagnerei soldi e potrei comprare tutto quello che voglio!" Solo che lui non sa che io lavoro gratis e che quindi son più morto di fame di quando ero studente! Ma è chiaro, che ne può sapere lui? (visto? lo giustifico! non sono razzista!). E quindi candidamente gli rispondo: "Sì lavoro ma non guadagno nulla!!". Ovviamente non mi avrà creduto per niente al mondo e cerca un'altra via di fuga: "Tu sbosato, fidanzato????". Ecco domanda da non fare!!!!!!!! Ma nonostante sia stato lasciato di punto in bianco dalla mia ragazza poco tempo fa non voglio incazzarmi con lui (alla fine lui cosa c'entra?) "No.." e addirittura aggiungo "...e tu?" nonostante stia cominciando ad abusare della mia pausa pranzo e ad addentrarsi sgarbatamente nella mia vita privata, continuo a trattarlo gentilmente: eccheccazzo, se son razzista io...
Allora si gioca la carta della disperazione: "Dare un euro pe' mangiare!!!". Ribadisco, sinceramente dispiaciuto, proprio perché il razzismo è un altro mondo rispetto al mio: "Guarda, l'ho appena comprato, la prossima volta lo compro! Scusami!". Rincara la dose: "Dai, dai!!! Un euro pe' mangiare!". "Guarda amico la prossima volta, veramente, grazie mille!".
A questo punto una precisazione è d'obbligo. Esistono due categorie di vucumprà: i buoni (ossia coloro che gli dici di no, ti fanno un sorriso e vanno via) e i cattivi (quelli che adottano la tecnica del logoramento, ossia ti sfiniscono fino a quando non avrai acquistato qualcosa!). Ottimo! Il nostro amico, il mio fratello nero apparteneva al secondo genus di venditori ambulanti!
Riprova con un'altra mossa, lo sa che è l'ultima possibilità e cerca di attuare una tattica che -onestamente- non ho mai visto attuare da nessuno e mi chiede: "Sei figlio di Berlusconi?".
Penso tra me e me "Cazzo!!! Cosa vuole dire? Sono figlio di Berlusconi perché non gli compro niente e quindi la stronzaggine è di famiglia o sono figlio di Berlusconi perché se son figlio di Berlusconi ho tanti di quei soldi che potrei comprarmi tutta la merce che ha con sé? Dove sta l'inganno?". Allora decido di rimanere sul vago e gli butto lì un generico: "Magari!!!!". Ma lui non molla e pensando di fare la genialata della vita mi dice: "Come no???? Sei elegante!!!! SEI VESTITO COME LUI!!!!"
Vaffanculo negro di merda!!!! Io non sono razzista MA TU Sì!!!!!
P.S. L'accento sul dò è superfluo ma non errato e a me piace metterlo: fottetevi!
mercoledì 12 ottobre 2011
UBI ORLANDO...
"Vero, cazzo!!!! Allora su 'mmerdi tutti!!!"
San Cristian Orlando da Poggiardo, protettore d'A RAME
martedì 11 ottobre 2011
lunedì 10 ottobre 2011
LA MIA VICINA E LA FIGLIA DELLA MIA VICINA
Questa mattina (circa le 6.00) ho assistito ad una scena che tocca le più alte vette del nuovo neorealismo italiano: la figlia della mia vicina (mia vicina anche lei quindi) che litigava con la madre (vicina originaria) per i rumori provenienti dalla casa di fianco (ossia casa mia!!).
Procedendo con ordine è del tutto evidente che il lunedì mattina in casa di lavoratori non più studenti non ci possa essere un "rave" metal ed è altrettanto evidente che se uno deve andare a lavoro dovrà pure poter cagare e tirare lo sciacquone!!! Ma qui siamo andati oltre, la mia vicina-figlia s'è messa ad urlare con la vicina-madre per un rumore di tacchi proveniente, udite udite, dal corridoio di casa mia: "Stattene a casa tua brutta buttana!" ha inveito la baronessa.
Questo era il tenore del suo pacato commento, tant'è vero che la signorilità della donna ha riscaldato e permeato di fulgida luce la mia fredda mattinata pisana!
A questo punto, tanto lo spirito materno ha prevalso sull'ingiustizia, che la madre (madre-vicina) non ha potuto fare a meno di intervenire e con spirito di sacrificio ha tentato di placare le ire della figlia con la "frase delle frasi", le parole che ogni genitrice devota sussurrerebbe al sangue del proprio sangue in un momento di grave difficoltà mentale: "Dormi stronza che dopo chiamo il 113!!".
Cara vicina-figlia noi ti compatiamo, come si fa a pensare che una (spero fosse una "una") possa andare a lavoro con i tacchi alle 6.00 del mattino? e come si fa a pensare che una non possa mettere le scarpe in CASA PROPRIA e camminarci? come si fa a pensare che tu, vicina-figlia o figlia vicina -degno risultato di tua madre- possa essere una repressa che non tromba da anni e che la mattina è "talmente poco rilassata" che invece di "autorilassarsi" pensa a captare ultrasuoni per poter manifestare la propria insoddisfazione clitoridea inveendo contro tutto e tutti?
Ma soprattutto tu, vicina-madre o madre-vicina o madre di tutte le vicine...perché invece di rasserenare tua figlia col 113 (scelta che pedagogicamente io condivido appieno!!) non intervieni in favore della poveretta con una bella chiamata al 118 per un T.S.O.???
Come direbbe un mio amico: "ma li morti vosci squajati, de ce soffriti?"
PARTECIPA ANCHE TU AL GRANDE CONCORSO "TROMBA LA MIA VICINA E VINCI UN T.S.O. PER LEI!"
sabato 1 novembre 2008
lunedì 27 ottobre 2008
martedì 7 ottobre 2008
venerdì 12 settembre 2008
lunedì 11 agosto 2008
ANCHE I RICCHI PIANGONO
Anche Roman Abramovich (il magnate russo proprietario della nota squadra di calcio londinese del Chelsea) s'è dovuto prendere il suo bel palo dritto dritto su per il...
Sembra che il barbuto Roman -durante la sua vacanza (come se fosse stancante far soldi senza fare un cazzo) in Versilia- si sia visto negare un tavolo al famoso ristorante "Bistrot" di Forte dei Marmi.
Nonostante non avesse effettuato alcun tipo di prenotazione, il 41enne di Saratov avrebbe comunque preteso (anche incazzandosi abbastanza) un tavolo in un ristorante che era al completo da ben 10 giorni e che non sarebbe nuovo a rifiutare v.i.p.
A trattenere il povero Abramovich ci ha pensato la fidanzata Daria (che non sta con lui per i soldi ma perchè lo ama nel profondo) proponendo una cena alternativa sul suo (di lui...e mica di lei!!!!) yacht: il "Pelorus".
Indignato il figlio della Russia avrebbe lasciato la Versilia per fare rotta verso la Sardegna...dove ad attenderlo ci sono altri ristoranti...e altri tavoli...si spera liberi questa volta.
Sembra che il barbuto Roman -durante la sua vacanza (come se fosse stancante far soldi senza fare un cazzo) in Versilia- si sia visto negare un tavolo al famoso ristorante "Bistrot" di Forte dei Marmi.
Nonostante non avesse effettuato alcun tipo di prenotazione, il 41enne di Saratov avrebbe comunque preteso (anche incazzandosi abbastanza) un tavolo in un ristorante che era al completo da ben 10 giorni e che non sarebbe nuovo a rifiutare v.i.p.
A trattenere il povero Abramovich ci ha pensato la fidanzata Daria (che non sta con lui per i soldi ma perchè lo ama nel profondo) proponendo una cena alternativa sul suo (di lui...e mica di lei!!!!) yacht: il "Pelorus".
Indignato il figlio della Russia avrebbe lasciato la Versilia per fare rotta verso la Sardegna...dove ad attenderlo ci sono altri ristoranti...e altri tavoli...si spera liberi questa volta.
sabato 2 agosto 2008
mercoledì 16 luglio 2008
giovedì 10 luglio 2008
martedì 8 luglio 2008
IL SOVRAPPESO DI CIRUZZO
Mi piange il cuore a doverlo ammettere ma non mi resta che constatare che il nostro Ciro è un "tantino" in sovrappeso.
Durante un'evoluzione acrobatica in uno spazio di metri 1x1 (ehm...pallone comprato giorni fa), il Pitbull ha provocato una irreparabile lacerazione lungo il cavallo(zzo) dei suoi "nuovissimi" pantaloncini che -a suo dire- ha acquistato alla modica cifra di 1 milione di "evere" (euro)...
L'aumento di peso di Ciruzzo è manifestamente evidente tanto da impedirgli anche movimenti basilari...Come si può notare dalla foto riportata Ciro non è ancora ai livelli di altri "autori" di questo blog (vero Calogero???)...ma è sulla buona strada.
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